Polizza casa anti-calamità

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Data: 26-04-2009 Tags: calamità  casa  terremoto

Era il 14 aprile 2009. A poco più di una settimana dal terribile terremoto in Abruzzo, sull'onda delle polemiche per il crollo degli edifici aquilani costruiti senza le dovute precauzioni, il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, ha lanciato una proposta: l’obbligatorietà dell’assicurazione contro le calamità. Sarebbe “qualcosa che ci incentiva ad essere virtuosi - ha spiegato il ministro - e che avrebbe l’effetto di responsabilizzare i proprietari e gli enti locali e quindi di migliorare il livello di sicurezza degli edifici”.
La legge italiana, infatti, non impone ai gruppi finanziari e assicurativi di coprire il rischio di catastrofi che ricade totalmente sullo Stato, responsabile della gestione dei pagamenti e delle valutazioni dei danni, mediante un procedimento burocratico che inizia, a seguito dell’accadimento del disastro, con la dichiarazione governativa di emergenza e finisce con la distribuzione delle risorse finanziarie, attraverso le istituzioni regionali e comunali, a coloro che ne hanno fatto richiesta.

Un iter molto lungo e complicato che il più delle volte dura anni. Basti pensare al terremoto del Belice del 1968 o a quello dell'Irpinia nel 1980, dove la speculazione e la corruzione hanno impedito un pieno ritorno alla normalità. Uno spettro che in questi giorni si aggira anche sulle macerie abruzzesi e che ha portato il procuratore Antimafia Piero Grasso a istituire un pool di quattro magistrati per vigilare sulla ricostruzione.

Un problema che, quindi, non è solo dell'Abruzzo dal momento che tutta l'Italia è un territorio ad alto rischio, in cui oltre il 45% dei Comuni è posizionato in zone soggette a disastri naturali, e in cui - secondo una stima dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) - lo Stato italiano ha provveduto al pagamento di danni per 35 miliardi di euro negli ultimi 10 anni. Dati confermati anche dalla Protezione Civile secondo cui dal 1997 al 2003 i danni materiali provocati nel BelPaese da calamità naturali sono ammontati a circa 32 miliardi di euro. Con l’anno 1997 considerato “nero”, perché caratterizzato dai danni più ingenti: oltre 11 miliardi, a causa del sisma che colpì Marche e Umbria.
La mancanza di una legge che istituisca obbligatoriamente le polizze anticalamità torna, quindi, a far parlare e scontrare i detrattori e i sostenitori. Se ne discute, infatti, dal 1998 con il fronte del sì e quello del no che restano spaccati.


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Renato Brunetta, ha lanciato una proposta: l’obbligatorietà dell’assicurazione contro le calamità.